I GIARDINI DI CASA FARO

luogo: Favignana
anni:
2008

Spazio, luce, ordine. Sono cose di cui gli uomini hanno bisogno, come hanno bisogno di pane o di un posto per dormire“.
| Le Corbusier |

Il disegno dei giardini di Casa Faro è stato elaborato dopo un attenta analisi dei caratteri specifici del sito e delle componenti paesaggistiche, in conformità alle indicazioni e alle finalità definite dalle prescrizioni per il Parco dell’Arcipelago delle Isole Egadi e condotto con la consulenza botanica e agronomica di una qualificata azienda florovivaistica trapanese.

L’edificio, che insiste sul lotto, ha costituito l’elemento architettonico intorno al quale si organizza funzionalmente e geometricamente il progetto dei giardini, recuperando uno schema tipologico tradizionale tipico di alcune storiche dimore siciliane, dove il volume edilizio si pone quale baricentro organizzativo dei tracciati e dei sistemi colturali ed ornamentali. L’organizzazione ed il disegno delle essenze vegetali rispondono ad un preciso dialogo con il contesto secondo una strategia che privilegia il corridoio visuale est-ovest, tra la linea costiera e il suo territorio interno, dove volutamente vengono addossate ai muri a secco, essenze e arbusti che non sviluppano in altezza (teocrium fruticans, rosmarinus officinalis, alyssum maritima), mentre nei lati nord e sud l’alberatura di drupacee (mandorli) e moraciae (fichi) abbraccia il lotto senza alterare i valori percettivi del paesaggio, dal momento che già sussistono alberature a medio fusto poste sul confine a nord  e, in linea di sfondo,  a sud.

Il lotto è pertanto disegnato planimetricamente da un viale pedonale nord-sud, parallelo e tangente al corpo di fabbrica sul fronte ovest, ritmato da una sequenza di quercus suber sui due semiassi nord e sud. Oltre che a ragioni funzionali legate alla movimentazione razionale all’interno del fondo, facilmente intuibili, tale asse si costituisce in realtà come elemento di forte valenza progettuale, linea di demarcazione tra due tipi di paesaggi agricoli distinti e continui, volutamente strutturati a  “mediare” la varietas che circonda il lotto in oggetto. Vengono cosi a crearsi due ambiti agricoli e, nello stesso tempo paesaggistici tematici: quello più naturalistico, verso est, caratterizzato da florescenze e varietà mediterranee spontanee ed autoctone (opuntia ficus indica, teocrium, pistacia lentiscus, lavandula officinali et stocheas, inula graveolens, limonium bocconei, euphorbia dendroides, cistus creticus, agave americana, aloe vera, etc) e quello più agricolo e antropizzato, definito da una geometrica sequenza di ulivi ricomposti nei due quadranti aderenti all’asse di ingresso al corpo di fabbrica.

Utilitas, delizia,genius loci.



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